Questo e' mio marito Giulio Basile. Un po' ingegnere e un po' artista.

Ha vinto un premio letterario (Premio Nazionale Histonium) per il racconto

"Il peso del suo sguardo" (http://www.premiohistonium.it - Download a fondo pagina).

 

Di seguito una delle sue poesie:

Ogni mattina infiliamo la nostra bella maschera e ci tuffiamo tra la gente in città. Tutti intorno a noi hanno il viso coperto. Operai e impiegati, massaie e direttori, panettieri e farmacisti. Anche il vigile sulla strada. Il nostro vero volto, quello segnato da paure e speranze, da affanni e sorrisi, da gioie e dolori, è ben nascosto. Quello che noi realmente siamo non lo vede nessuno. Non interessano le nostre idee, sono fuori moda, superate, inutili. Uniformarsi al pensiero unico, è l'imperativo categorico. Al lavoro, in politica, in tutte le scelte quotidiane. Non pensare, non giudicare, non confrontarsi, non ribellarsi. In nome della flessibilità, in nome dell'efficienza, in nome dell'egoismo chiamato benessere. Una maschera per coprire i sentimenti, una maschera per coprire la propria umanità, una maschera per non pensare. Così è dolce farsi guidare.

 

Una maschera fra tante

 

Rispondo ad un sorriso stampato

Con un gentile sorriso stampato

La mia maschera è vecchia

È passata di moda

Voglio cambiarla domani

Un'altra

Col sorriso stampato

Magari la trovo nei saldi

 

Non scoprirò più il mio volto

Non vuole vederlo nessuno

 

Solo una maschera

Con un sorriso stampato

 

Giulio Basile - ottobre 2008


Riepilogo allegati:

WORD Il Peso del suo sguardo - ( 57,50 Kb )